Rapiti 7 volontari della Croce Rossa in Siria

in Esteri/MAIN

E’ ufficiale. Sei uomini della Croce rossa internazionale e un volontario della Mezzaluna rossa sono stati rapiti sulla strada da Sarmin a Saraqeh nella provincia nord-ovest di Idlib. Il rapimento è avvenuto ieri mattina ed è stato confermato dal Comitato internazionale della Croce rossa a Ginevra. Stando alle fonti i sette uomini, dopo aver portato rifornimenti agli ospedali della zona, stavano ritornando a Damasco quando sono stati fermati da un gruppo di armati. La Croce rossa non comunica né la nazionalità dei rapiti, né l’identità dei rapitori. “Non sappiamo chi siano” ha detto il portavoce, chiedendo “l’immediato rilascio dei sette colleghi”. La Cri ha anche precisato che il simbolo della Croce rossa con cui i veicoli sono segnati “non è anzitutto un simbolo religioso” e viene messo in evidenza per un facile riconoscimento dei convogli umanitari. Esperta nel portare aiuti alle popolazioni nelle situazioni di guerra, la Croce Rossa ha sempre cercato di rimanere neutrale nei conflitti, portando aiuti a entrambe le parti. La zona in cui è avvenuto il rapimento è sotto il controllo dei ribelli ad Assad , molti dei quali islamisti radicali legati ad Al Qaeda. Secondo la televisione di Stato siriana, il sequestro è opera dei “terroristi”, termine con cui si definiscono tutti gli oppositori del regime. Rapimenti di volontari e giornalisti, oltre ad esecuzioni sommarie sono divenuti sempre più comuni nelle zone occupate dai ribelli. La Croce rossa ha dichiarato che dall’inizio del conflitto siriano 22 suoi membri hanno perso la vita.

Costanza Moretti

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