Scontri in Egitto, più di 40 i morti

in Esteri

E’ salito a 44 il bilancio delle vittime degli scontri di oggi a piazza Tahrir, tra i sostenitori del deposto presidente Morsi e le forze dell’ordine. 209 i feriti stando alle fonti fornite dal ministero della Sanità. E’ ripreso lo spargimento di sangue dunque in Egitto, dove scontri violenti sono esplosi soprattutto al Cairo quando i Fratelli musulmani sono scesi in strada per contrastare i festeggiamenti organizzati dalle forze armate per il quarantesimo anniversario della guerra del 1973 contro Israele, quella conosciuta come la guerra del Kippur. Mentre sulla televisione di Stato scorrevano le immagini di bandiere sventolanti, manifestanti festosi, musica e gruppi folkloristici sui palcoscenici nelle piazze della festa, in particolare quella di Tahrir, simbolo della rivoluzione contro Hosni Mubarak, scelta oggi per festeggiare la `vittoria´ del 1973, nelle zone accanto infuriava la battaglia. Nel pomeriggio la tensione è salita soprattutto in due quartieri del Cairo, Dokki e Ramses, dove le forze dell’ordine sono intervenute per impedire ai manifestanti di avvicinarsi a piazza Tahrir. Per tutto il pomeriggio sono risuonati spari e lanci di lacrimogeni nelle peggiori violenze nella capitale egiziana da quando le piazze delle protesta islamica sono state sgombrate con la forza a metà agosto, provocando un migliaio di morti fra i pro Morsi, ma anche fra le fila delle forze di sicurezza. A tre mesi dalla deposizione di Morsi e malgrado gli appelli rinnovati solo qualche giorno fa dall’inviato Ue Catherine Ashton a proseguire sulla strada della transizione democratica la frattura in Egitto resta molto profonda.

Redazione

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