Terremoto in Pakistan, più di 200 vittime

in Esteri/MAIN

Ci mancava solo il terremoto per colpire le già esposte zone del Medio Oriente. Ieri pomeriggio nella provincia del Balochistan, nel sud-ovest del Pakistan, la terra ha tremato e ha causato almeno 208 morti e oltre 370 feriti. La scossa è stata avvertita con chiarezza anche nella vicina India, a New Delhi, dove gli edifici hanno oscillato per alcuni secondi. Secondo il Servizio geologico Usa il sisma di magnitudo di  7,7 si è propagato a circa 20 km nel sottosuolo, a nord-est di Awaran, lungo la strada che collega Quetta a Karachi. Molte le case danneggiate, tanto da costringere migliaia di persone dell’area a dormire all’aperto. Il sisma è stato così forte da far emergere una piccola isola, larga 100 metri e alta nove, al largo della costa, poco distante dal porto di Gwadar, una zona franca teatro di importanti scambi commerciali. Il Balochistan è la più vasta fra le province pakistane ma, al contempo, anche la meno abitata a causa delle asperità della regione. Il governo centrale ha inviato circa 200 soldati dell’esercito nella zona, per contribuire alle operazioni di recupero dei dispersi e di aiuto alla popolazione. Ad aggravare il bilancio dei morti, il fatto che la grande maggioranza delle case è costruita con fango e terra; poche le strutture in cemento, in maggioranza edifici governativi. Sono in arrivo alcuni team medici, generi di prima necessità e un migliaio di tende per ospitare gli sfollati. L’area colpita dal sisma di ieri è teatro di una lotta separatista dei ribelli del Beluchistan, che attaccano di continuo le truppe dell’esercito di Islamabad, i simboli dello Stato, progetti di sviluppo e infrastrutture. Una fonte militare riferisce di spari a un convoglio che intendeva trasportare dottori nella zona del terremoto, ma non vi sono conferme indipendenti circa l’attacco che non ha causato feriti.

Costanza Moretti


 

 


Vai a Inizio pagina