Indonesia: Estremisti islamici profanano il culto dei morti, sale la tensione

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E’ sempre più alta la tensione in Indonesia, e in particolare tra la popolazione Yogyakarta, nello Java centrale, per una serie di atti di vandalismo che hanno preso di mira i cittadini intenti a rendere omaggio a parenti e familiari deceduti. Gli attacchi sono avvenuti la scorsa notte in un cimitero della città, ad opera di un gruppo di persone non identificate ma riconducibili a movimenti estremisti locali. La società civile condanna questa “barbarie”, che rischia di incrinare l’armonia e la convivenza nell’area. La pratica di rendere omaggio ai defunti è infatti fra le più antiche e consolidate nelle province di Central e East Java e unisce mussulmani, cattolici, protestanti e membri di altre fedi secondo un rito comune. La scorsa notte un gruppo di violenti ha preso di mira alcune persone intente a pregare sulla tomba di Kiai Ageng Prawiro Poebo a Semaki, a Yogyakarta. Hanno dichiarato queste pratiche come “eretiche” e contrarie a una visione pura e rigorosa dell’islam. Il gruppo estremista ha preso di mira tombe e altri oggetti sacri appartenenti ai discendenti Mataram. Gli inquirenti stanno indagando, ma non fanno trapelare dettagli sulla possibile identità e il movente dietro l’aggressione. Si tratta di una minaccia seria per tutto il Paese e tutti, moderati mussulmani compresi, condannano questo gesto che rischia di creare delle vere e proprie guerriglie civili. Purtroppo episodi di tensione e violenze in seno all’islam nel Paese musulmano più popoloso al mondo non sono nuovi né sporadici. Nelle ultime tre settimane il sotto-distretto di Puger, nella reggenza di Jember, nella provincia di East Java si sono verificate tensioni tra due diversi gruppi, causando anche la morte di una persona. Ancora oggi centinaia di poliziotti e soldati dell’esercito sono in condizione di massima allerta per prevenire un’escalation delle violenze nonostante i recenti tentativi di giungere a una tregua.

Costanza Moretti

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