Muore a 8 anni durante la prima notte di nozze: Non possiamo stare zitti!

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La cronaca ci ha freddamente riportato il caso della bimba di 8 anni, data in sposa ad un uomo di 40,  che, durante la prima notte di nozze, è deceduta a causa di lesioni interne gravissime, per l’articolo completo rimando a https://www.almaghrebiya.it/?p=31736.
Non vogliamo parlare dei genitori che l’hanno venduta, ci auguriamo esista nell’aldilà un inferno spaventoso per loro, nè vogliamo parlare della bestia che ha provocato questa morte: siamo a corto di parole. Vogliamo invece ragionare di una cultura particolare che permette simili atroci fatti.
I giornali di cultura islamica, tranne www.almaghrebiya.com non si scandalizzano eccessivamente per questo episodio, anzi nessuno cita uno dei molti, troppi fatti che succedono in diversi Paesi arabi e Mediorientali.  E’ vero che pare sia stata approvata una legge che impone l’età minima di 15 anni alle ragazze per accedere al matrimonio . Una visione nauseante di agnelli condotti al macello quelle piccole truccate ed apparecchiate con il velo e l’abito bianco costrette a maritarsi ancora bambine con uomini che potrebbero essere i loro nonni.
Ora, noi vogliamo fare un ragionamento estremamente cinico.  Ogni Paese ha i suoi usi e costumi, la sua storia e la sua cultura, anche se proviamo ribrezzo a parlare di cultura in questo caso.  Sono contenti così, è giusto che facciano ciò che vogliono in casa propria.
Qui però, risaliamo all’attuale situazione italiana ed occidentale che apre le porte ad alcuna di questa gente che non ha nessuna intenzione di cambiare le proprie convinzioni per accettare le nostre, anzi, che fa di tutto per indurci ad accettare le loro barbare usanze che non consistono solo in ciò che ho descritto ma anche in tanti altri modi di intendere il loro modo di vivere come la sharia, il Corano inteso come legge inderogabile,  etc. .
Noi vorremmo sapere perchè dobbiamo per forza allargare le nostre frontiere a chi viene qui e fa il proprio comodo, infischiandosene dei regolamenti, delle leggi e di tutto ciò che costituisce la base stessa della nostra società.  Non ci si venga a dire che questi sono dei poveri disgraziati che dobbiamo aiutare a tutti i costi. Anche se ne avessimo i mezzi, e non li abbiamo più, vogliamo far capire ai nostri illustri maggiorenti che non siamo più disposti a subire un tale stato di cose?  Vogliamo cominciare a reagire fortemente, sempre restando nella legge, e  dire NO a questa valanga che ci sta seppellendo?
Ma la nostra Costituzione, tanto sbandierata quando fa comodo, non attesta che è il popolo sovrano che decide? Cominciamo a riunire tutti le Associazioni, i Circoli, le Società, insomma tutte quelle aggregazioni che, sparse, non contano nulla ma, riunite, costituirebbero una fetta enorme del popolo italiano e avrebbero la forza per imporre il loro secco diniego a questo andazzo criminale.
Ora è il momento in cui tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri.  So che è quasi impossibile la risposta alle nostre esortazioni, purtroppo noi italiani rifuggiamo dalle decisioni che ci danno problemi, che possono causarci dei fastidi immediati ma, attenzione, un domani potremmo pentirci amaramente di non aver voluto prendere atto di tutto questo.
Ci sono dei momenti, nella esistenza dei popoli, in cui siamo chiamati a ribadire se ci meritiamo la libertà, costosissima sempre, che i nostri avi sono riusciti a regalarci con loro gravi sacrifici. Se questo non viene compreso, allora, è giusto che il ciclo di quella che è stata la grande storia della nostra Italia, con tutto ciò che abbiamo regalato al mondo intero, venga conclusa e ne rimanga soltanto il ricordo che,  un giorno,  allievi svogliati, forse, dovranno studiare.
Concludiamo, con immensa tristezza che questo è tutto.
Magda Menchini
Associazione La Martinella


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