Putin a Obama: “servono prove certe”

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Putin vuole chiarezza e, soprattutto, la certezza delle prove sull’utilizzo di armi chimiche da parte del regime siriano contro i civili. Se questo avverrà allora lo stesso presidente russo non esclude il suo sostegno. Mentre Obama incassa il sì repubblicano all’attacco militare in Siria, l’Onu con il suo presidente Ban-Ki-moon, frena sull’intervento e invita ad aspettare il rapporto delle forze speciali che stanno indagando a Damasco. In attesa dell’imminente G20 di San Pietroburgo, Vladimir Putin dichiara: “se ci sono informazioni secondo le quali le armi chimiche sono state usate, ed usate dall’esercito regolare allora queste prove devono essere presentate al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Devono essere convincenti. Quindi siamo pronti ad agire nel modo più risoluto e serio possibile”, ha aggiunto spiegando di “non escludere” l’appoggio ad un’azione militare.

Ieri i leader della Commissione Esteri del Senato di Washington si sono accordati su una bozza di risoluzione che autorizza un’operazione militare limitata a 90 giorni contro il regime di Bashar al Assad: la bozza prevede una durata di 60 giorni iniziali ai quali potrebbero aggiungersene altri trenta con il via libera del Congresso. Nel darne notizia il Washington Post precisa inoltre che il documento esclude il dispiegamento di truppe da combattimento sul terreno ma apre alla possibilità di autorizzare una missione di soccorso in caso di emergenza.

 

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