Indonesia: scontro tra i partiti, l’appello del vescovo per la pace

in Esteri/MAIN

Continuano gli scontri in Indonesia, e precisamente nell’isola di Sumba, provincia di East Nusa Tenggara (NTT). Sono almeno 3 i morti e dozzine le case bruciate, nel conflitto tra opposte fazioni politiche, sostenitrici del capo uscente del distretto e quello attuale. Ad attirare l’attenzione dei media l’appello alla pacificazione e alla ricomposizione della lotta politica nell’alveo democratico, lanciato da mons. Edmund Woga, vescovo di Weetebula. In questi giorni il prelato ha promosso in prima persona un tentativo di mediazione fra le parti in lotta, incontrando le folle scese in piazza e chiedendo di “mettere fine agli episodi di violenza”. Un conflitto tutto interno ai cittadini sumbanesi, che appartengono a forze politiche e clan diversi, nella provincia orientale indonesiana. Dietro le violenze, il disappunto della fazione sostenitrice del capo distretto uscente Kornelius Kode Mete, che ha perso il ricorso presentato alla Corte costituzionale sul risultato delle ultime elezioni.

A fine agosto i supremi giudici hanno sancito la vittoria alle urne della coppia Markus Dairo Talu e del suo vice Ndara Tanggu Kaha, chiamati a guidare il distretto di West Sumba come già previsto dai risultati forniti dalla Commissione elettorale. La Corte costituzionale ha ricevuto un ricorso ufficiale dalle altre fazioni in lotta per il potere ma, valutate le carte, ha ribadito l’esito delle urne; una decisione che ha scatenato la reazione di una fetta consistente della popolazione, scesa in piazza per manifestare il proprio malcontento.

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