3900 persone all’anno muoiono suicidandosi

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E’ un dato scomodo, di cui è meglio non parlare per non seminare il panico e per non accentuare una situazione già abbastanza drammatica. E’ il caso dei suicidi, in particolare legati al lavoro in un’età che va dai 25 ai 64 anni che, stando a una revisione dell’analisi degli ultimi anni, sono aumentati nel biennio 2009-2011 del 12% rispetto al biennio precedente.

Un fenomeno presumibilmente collegato proprio alla crisi economica e a dare l’allarme è Maurizio Pompili, direttore del Servizio per la prevenzione del suicidio dell’ospedale Sant’Andrea di Roma, alla vigilia della XI Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio che si celebrerà il 10 settembre. Un’iniziativa organizzata dall’International Association for Suicide Prevention (Iasp), in partnership con l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che quest’anno a Roma sarà celebrata con un meeting di due giorni al Sant’Andrea. L’evento è organizzato dal Servizio per la prevenzione del suicidio sotto l’egida di Paolo Girardi, responsabile dell’Uoc di Psichiatria.

Sono circa 3900 i suicidi all’anno in Italia e, purtroppo, si fa pochissimo per prevenirli. Se infatti in Italia per i 3800 morti a causa di incidenti stradali si effettua una massiccia propaganda di prevenzione, i suicidi sembrano essere un tabù e incutere timore. Non a caso il tema proposto quest’anno nella Giornata mondiale è “Stigma: un grande ostacolo per la prevenzione del suicidio”. Lo stigma, come marchio negativo associato a coloro che hanno tentato il suicidio o alle persone che hanno perso un caro per suicidio, costituisce infatti uno dei principali problemi legati al fenomeno. “Se i fattori centrali che alimentano lo stigma sono l’ignoranza, la paura e l’ostilità, allora gli antidoti possono e debbono essere l’informazione, la rassicurazione ed efficaci campagne anti-discriminazione” dichiara l’esperto. Anche perché i numeri nel mondo fanno paura: ogni anno si stima che un milione di persone muoia per suicidio, qualcosa come più di due morti al minuto. In molti Paesi industrializzati il suicidio può essere la seconda o la terza causa di morte tra gli adolescenti e giovani adulti. Non solo: ci sono svariati milioni di persone che compiono tentativi di suicidio causando stress emotivo e sofferenza alle persone che li circondano e ai loro familiari.

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