Siria: al via l’indagine Onu, Usa e Gb pronti a intervenire

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Inizia oggi l’ispezione degli esperti dell’Onu in Siria, nel sito alle porte di Damasco in cui centinaia di persone sono morte in un presunto attacco con gas letali. Ieri il governo di Assad ha acconsentito l’ingresso degli ispettori Onu al sito ma gli Stati Uniti e i loro alleati sostengono che il bombardamento condotto dal governo sulla zona negli ultimi cinque giorni abbia cancellato le prove e che l’apertura della Siria sia tardiva.

La Casa Bianca comunque non ha ancora deciso su un possibile intervento nel conflitto siriano, anche se il segretario di Stato John Kerry ha detto,  in una serie di telefonate con i colleghi stranieri tra cui il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, che c’è davvero “un ristretto margine di dubbio” sul ricorso ad armi chimiche da parte del governo siriano contro la popolazione e, se quest’ipotesi verrà confermata, sarà quasi inevitabile una reazione da parte degli Usa e dei suoi alleati. La marina britannica sarebbe pronta ad unire le forze con gli Stati Uniti per un eventuale attacco missilistico che potrebbe partire già a giorni. Secondo il Daily Telegraph online sarebbero continui i contatti tra il premier David Cameron e il presidente americano Barack Obama a riguardo, precisando tuttavia che nel caso in cui una decisione in questa direzione venga presa l’azione militare potrebbe partire entro la prossima settimana.

Immediata arriva la risposta della Russia, alleata di primo piano del presidente siriano Bashar al-Assad, che ha lasciato intendere che ci potrebbero essere i ribelli dietro l’attacco, sottolineando la propria preoccupazione per un eventuale intervento militare di Washington, che causerebbe conseguenze “estremamente gravi”.

Redazione Esteri

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