In campagna e in montagna: attenti alle zecche!

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ZeccheChi ha scelto di trascorrere le vacanze in campagna o in montagna, o in luoghi in cui è presente una fitta vegetazione, o nei pressi di prati e campi, deve guardarsi dalle punture delle zecche, minuscoli insetti neri che si posano sulla cute, tra i capelli e i vestiti, e possono attendere anche un giorno prima di attaccarsi alla pelle e succhiare il sangue del malcapitato, rischiando anche di trasmettergli un’infezione (la Borreliosi di Lyme). Per questo, se si ha in programma una scampagnata, è consigliato indossare un appropriato abbigliamento di colore chiaro (in tal modo si evidenziano meglio) che copra il più possibile il corpo (scarpe alte, calzini lunghi, camicia con manica lunga); applicare sugli abiti prodotti repellenti acquistabili in farmacia; evitare di sedersi e di appoggiare indumenti o zaini sull’erba (meglio usare teli di plastica). Dopo una gita o una giornata all’aria aperta, inoltre, è sempre bene controllare con attenzione se vi sono tracce di zecche, e lavare i vestiti ad alte temperatura, in modo da eliminare quelle rimaste sulle stoffe. Cosa fare in caso di puntura? E’ possibile rimuovere da sé l’animale: si afferra la zecca con una pinzetta (tenuta il più possibile vicino alla pelle) e la si stacca con una leggera trazione e torsione senza strapparla (facendo molta attenzione a non lasciare sotto cute la testa); la zona della puntura va poi disinfettata. Bisogna inoltre segnare sul calendario la data e nei successivi 40 giorni osservare se nella sede del morso compare l’Eritema Migrante. Se si nota questo arrossamento che si allarga pian piano o altri sintomi, bisogna andare subito dal medico. Semplici accorgimenti, questi, al fine di evitare che una piacevole vacanza abbia conseguenze negative per la salute.

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