Ong accusano: Basta ai maltrattamenti delle donne dopo la Primavera araba

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Donne velo Arabia SauditaLe Ong sembrano aver aperto gli occhi, su una situazione che ormai è diventata uno scandalo di dominio pubblico. Arriva violenza l’accusa contro gli abusi sessuali, i maltrattamenti , le torture e le detenzioni illegali delle donne attiviste politiche in molti Paesi dell’area del Golfo. Era di ieri l’articolo sul nostro giornale che denunciava la “jihad del sesso” e oggi arriva, da Gulfnews, la condanna di una cinquantina di organizzazioni non governative e di associazioni per i diritti umani. La situazione, è peggiorata dopo la diffusione delle cosiddette primavere arabe. Le donne che fanno politica sono sotto attacco nella maggior parte degli stati del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg). In Bahrain, scrive il giornale, le attiviste donne sono state oggetto di ”sexual harassment” e sono state minacciate di stupro e abusi fisici, dopo che alcune di loro avevano partecipato a pacifiche dimostrazioni. E’ il caso, affermano le Ong, dell’attivista Rehana al Mousawi, che ha detto di essere stata denudata durante un interrogatorio alcuni giorni fa.

Ma il rapporto continua, affermando che numerose donne sono state maltrattate e ingiustamente condannate a pesanti pene detentive per aver espresso punti di vista in modo pacifico. L’esponente dell’opposizione kuwaitiana Sara al Darees e’ stata condannata a 20 mesi di carcere per aver scritto opinioni su Twitter giudicate offensive dell’emiro. Una situazione, conclude la dichiarazione delle Ong, simile anche in Arabia Saudita e Oman. Non si parla nel rapporto della Siria, dove tuttavia le denunce sono molte, per una legge ad hoc, che regolamenta la tratta di ragazze mussulmane nei campi dove sono presenti i soldati, per diventare un vero e proprio oggetto sessuale.

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