In ricordo di Rodolfo Siviero

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Rodolfo_siviero_tDi Bruno Zoppi.

A quarant’anni dalla morte si vuole ricordare Rodolfo Siviero, ministro fiorentino del governo fascista e amante delle opere d’arte. Nato a Guardistallo nel 1911, Siviero diventa un agente segreto per il Servizio Informazioni militare italiano, intorno al 1930. Aderisce al fascismo da cui però si distaccherà, nel 1943, per schierarsi con il fronte antifascista. Si occupa prevalentemente di monitorare il corpo militare nazista detto Kunstschutz, corpo istituito originariamente con lo scopo di proteggere il patrimonio culturale dai danni della guerra, ma che sotto le direttive naziste si occupava di trafugare dall’Italia verso la Germania un grandissimo numero di opere d’arte.Dall’aprile al giugno del 1944 viene imprigionato e torturato dalle milizie fasciste di Mario Carità nella nota Villa Triste, di via Bolognese, a Firenze. Resiste agli interrogatori e, grazie all’interessamento di alcuni ufficiali viene rilasciato.

Un personaggio amato da Spadolini, Annigoni, De Chirico, Michelucci, Paolucci che ha restituito all’Italia innumerevoli opere trafugate nel corso della seconda guerra mondiale. Opere che, senza il suo intervento, sarebbero rimaste nelle mani dei tedeschi.