Amy rivive a Londra con “Amy Winehouse: a family portrait”

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amy winehouseA due anni dalla morte, della cantante Amy Winehouse, che con la sua voce ha incantato il mondo, Londra vuole renderle omaggio, con una mostra, aperta fino al 15 settembre, istituita al Jewish Museum, con il contributo del fratello Alex. Una vita troppo breve, stroncata da un overdose alcolica, dopo concerti in giro per il mondo che le hanno procurato la fama di cantante del millenio e vicende personali che hanno creato scandalo e problemi. Amy Winehouse ha sempre colpito, forse per la sua faccia da brava ragazza immancabilmente nascosta sotto un trucco sempre esagerato o forse per la sua solitudine, che l’ha vista morire, nella sua casa di Camden, dove oltre a lei c’erano solo troppe bottiglie di vodka. Un successo forse troppo grande per una ragazza ancora giovane, che non è stata aiutata nel modo giusto nel momento in cui aveva iniziato la propria discesa nel vortice degli stupefacenti,  volta a rovinarsi con le sue stesse mani, forse per alienarsi da un mondo che da lei iniziava a pretendere molto. A due anni da questa tragica fine Amy viene però ricordata, dalla sua famiglia, che le ha sempre voluto bene e dalla quale lei avrebbe potuto ottenere calore e amore.
Il Jewish Museum di Londra inaugura infatti proprio in questi giorni una mostra dedicata al privato della Winehouse: la sua collezione di dischi, gli album di fotografie, i souvenir, la sua chitarra, gli originalissimi vestitini, le piccole e grandi cose della sua prima, a tratti felice e poi infelicissima, esistenza. E non è un caso naturalmente che sia il Museo Ebraico a organizzare un evento a cui anche altre istituzioni avrebbero potuto pensare: Amy era di origine ebraica, e per quanto laicissima, non aveva mai ripudiato le sue radici, etniche e culturali anche se non religiose. “Amy Winehouse: a family portrait” (un ritratto familiare, nel senso di intimo, autentico, lontano dalle luci dei riflettori di night-club e concerti) s’intitola la rassegna che resterà aperta sino al 15 settembre. La mostra, curata dal Museo con la collaborazione di Alex, fratello di Amy e della cognata Riva, vuol far rivivere la cantante attraverso le espressioni più intime e personali della sua vita.

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