LUCA ZINGARETTI MASSIMO DE FRANCOVICH “La torre d’avorio”

in Le Brevi

Redazione Spettacoli

Luca Zingaretti è interprete e regista di un testo che pone al centro il tema della libertà dell’artista. Berlino 1946. È il momento di regolare i conti, e la caccia ai sostenitori del caduto regime è in pieno svolgimento. Viene così convocato, nel quadro di una indagine sulla sua presunta collaborazione con la dittatura, il più illustre esponente dell’alta cultura tedesca, il direttore d’orchestra Wilhelm Furtwängler. Furtwängler non era stato nazista, e anzi non aveva nascosto di detestare le politiche del Terzo Reich. Dai suoi compatrioti, quasi tutti melomani, era sempre stato venerato alla stregua di una divinità super partes. Ma ecco ora che i vincitori vogliono far crollare anche questo superstite mito della superiorità germanica e affidano l’indagine a un maggiore dell’esercito immune al fascino dell’artista; un giustiziere indignato dalle atrocità perpetrate in questa corrottissima zona dell’Europa; un americano convinto nell’eguaglianza degli uomini sia nei diritti sia nelle responsabilità.
Il caso Furtwängler suscita interrogativi che nessuna formula sembra aver risolto ancora oggi, Con un regime infame non si deve collaborare, questo è ovvio. Ma svolgere un’attività artistica equivale a collaborare?

Zocotoco / Teatro Eliseo

Orari recite:
martedì, giovedì, venerdì ore 20.45
mercoledì, domenica ore 17.00
mercoledì 20 marzo ore 20.45
sabato ore 16.30 e 20.45
sabato 23 marzo solo ore 20.45

di Ronald Harwood
traduzione di Masolino d’Amico

con Peppino Mazzotta
Gianluigi Fogacci, Elena Arvigo, Caterina Gramaglia
scene Andrè  Benaim
costumi Chiara Ferrantini
luci Pasquale Mari

regia Luca Zingaretti