“Luca Ronconi e il teatro della conoscenza” a cura di Chiara Merli

in Le Brevi

Redazione Spettacoli

Prosegue con il terzo incontro il ciclo 2012/2013 “Gli elementi del teatro” a cura di Chiara Merli dedicato a “Luca Ronconi e il teatro della conoscenza”. Appuntamento martedì 26 febbraio 2013 alle ore 17 nel Ridotto del Teatro Comunale Filodrammatici per parlare di , quando si parlerà di “Letteratura e teatro: le frontiere della drammaturgia”. Il progetto “Gli elementi del teatro” è proposto da Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione e da Associazione Amici del Teatro Gioco Vita nell’ambito del programma “InFormazione Teatrale”, organizzato con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano. La partecipazione è gratuita e ai partecipanti al laboratorio sarà offerto un biglietto omaggio per assistere allo spettacolo “La modestia” (al Teatro Municipale il 27 e 28 marzo 2013). Il percorso è iniziato a dicembre con un incontro sul tema “Ronconi e i classici, da Goldoni a Pirandello” ed è proseguito in gennaio parlando di “Spettri, sogni e visioni simultanee: la grande drammaturgia secondo Ronconi”. Il ciclo di quattro incontri a cadenza mensile si concluderà martedì 19 marzo con una lezione sul tema “Il teatro e la scienza: la scena infinita”.

Prendendo spunto dalla presenza al Teatro Municipale nella Stagione di Prosa dell’applauditissima ultima regia firmata da Luca Ronconi, “La modestia” di Rafael Spregel¬burd, il laboratorio è concepito per approfondire la conoscenza dell’opera e della poetica del grande Maestro, attraverso l’analisi del suo percorso registico e dei suoi principali spettacoli, alcuni dei quali hanno senza dubbio lasciato un segno indelebile nella storia del teatro italiano e non solo. Il progetto prosegue il percorso avviato nelle stagioni scorse, che ha ricostruito le origini del teatro di regia in Europa e in Italia, per poi soffermarsi sulle figure di maggiore rilievo del panorama teatrale italiano, a partire da Giorgio Strehler. Luca Ronconi, successore di Strehler alla guida del Pic¬colo Teatro di Milano, è tra i registi della “prima gene¬razione” quello che senza dubbio ha contribuito mag¬giormente a rinnovare dalle fondamenta la prassi della messinscena, svolgendo al contempo una ricerca inedita e straordinariamente contemporanea sulle forme della drammaturgia.