TUNISIA, SOUAD SBAI: “SI RIPETE COPIONE ALGERIA ANNI ’90”

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Redazione Esteri

“Il copione algerino degli anni ’90 si ripete con chirurgica fedeltà. Se stai zitto forse vivi, ma se ti azzardi a parlare muori senza pietà. La morte di Chokri Belaid in Tunisia, freddato con due colpi di pistola solo perchè leader non silenzioso dell’opposizione al governo è una pietra tombale. Tappare la bocca con la morte a chi denuncia violenze, intimidazioni e censura è un modus operandi che l’estremismo, oggi al potere in Tunisia e non solo, conosce assai bene e che non certo oggi scopriamo”. Così Souad Sbai (Pdl) commenta l’assassinio di Chokri Belaid, leader dell’opposizione al governo tunisino, da parte di alcuni sicari.

“Ad Algeri, ai primi degli anni ’90, si iniziò con gli intellettuali e i dissidenti, per finire poi ai massacri di massa. I tunisini moderati e laici sono soli – attacca Sbai – perché le elite occidentali hanno preferito lasciarle in pasto al macellaio piuttosto che preservarle e farne la classe dirigente del futuro. Il silenzio su quello che accade a Tunisi, piuttosto che al Cairo, è assordante e palesemente connivente con chi sta lucrando alla grande dalla colonizzazione salafita e wahabita del mondo arabo. Altro che islamisti moderati, al governo c’è il terrorismo duro e puro, che andrebbe sradicato di netto da quei territori, alla maniera della Francia in Mali. E qualcuno – conclude -, prima di invitare Al Qaeda a bombardare il nostro Parlamento, dia un’occhiata a quello che accade laddove Al Qaeda ha messo già le mani, dall’Algeria fino all’Egitto.”

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