Le famiglie dei dispersi della guerra civile algerina chiedono la verità

in Esteri

Redazione Esteri

Gli oltre cinquanta attivisti dell’associazione “SOS scomparsi” si sono riuniti domenica ad Algeri in occasione della Giornata Internazionale degli Scomparsi, per chiedere “verità e giustizia” su ciò che è successo ai loro cari.

I manifestanti in Piazza della Concordia Civile, al centro della capitale algerina, hanno lanciato slogan per condannare il silenzio delle autorità del Paese circa il destino di migliaia di algerini scomparsi durante la guerra civile che ha causato più di 200 morti e oltre 8000 dispersi.

 “Abbiamo un elenco di 8005 persone scomparse, le cui famiglie chiedono la verità…Anche se sono morti ne vogliamo i resti per la sepoltura.” Questo è quanto ha dichiarato Fatima Yusuf, nonna di uno degli scomparsi e presidente dell’associazione “SOS scomparsi”.

 Contestualmente l’attivista Hassan Farhaty ha denunciato le pressioni subite dalle famiglie degli scomparsi da parte delle autorità giudiziarie per accettare una compensazione finanziaria, dichiarare la morte dello scomparso e svolgere le pratiche amministrative per le vedove e gli orfani e le procedure di successione.

 La legge di Riconciliazione nazionale è stata pubblicata nel 2005 ed entrata in vigore nel 2006, allo scopo di risarcire le famiglie degli scomparsi durante la “Tragedia Nazionale”, ovvero la denominazione ufficiale della guerra civile scoppiata in Algeria durante gli anni Novanta del secolo scorso.

Farhaty ha, quindi, continuato affermando di essere stato convocato e aver ricevuto una proposta per una compensazione finanziaria. Secondo Farhaty ogni famiglia avrebbe ottenuto l’equivalente di 17000€ per una o più persone scomparse. Sono molti coloro che hanno accettato questa proposta, più del 60% delle famiglie, infatti, hanno avuto il compenso anche chiedono ancora la verità sulla scomparsa dei propri figli o parenti.

 Il Primo Ministro Ahmed Ouyahia ha annunciato in Parlamento nel mese di Ottobre 2010 che sono stati contati 6448 dispersi ma che solamente 35 cartelle sono ancora in attesa di liquidazione.

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