Silvana de Mari – lettera sul multiculturalismo

in Le Brevi

a cura di Silvana de Mari

È abitudine che l’organo dell’ordine dei Medici di ogni provincia pubblichi una recensione o almeno una segnalazione per i libri scientifici e non, che siano saggi di economia, testi di anatomia, raccolte di poesie o romanzi, dei propri iscritti. Molto perplessi, ma forse la parola corretta è scandalizzati, i colleghi che si occupano di Torino medica, il giornale dell’Ordine dei Medici di Torino, mi hanno gentilmente comunicato che preferiscono non parlare del mio libro ‘La realtà dell’orco’, anzi no, che parlarne sarebbe per loro impossibile:

Comprendi bene che se nella quarta di copertina del libro tu definisci il multiculturalismo un delirio, la presentazione del tuo libro sull’organo di stampa dell’Ordine risulta problematica perché assolutamente fuorviante rispetto all’atteggiamento culturale fin qui espresso e praticato,  perché esporrebbe l’Ente a critiche istituzionali proprio da parte degli iscritti che tu definisci come esponenti di una invasione islamica: critiche che necessiterebbero di risposte articolate che sarebbero difficili da documentare da parte dell’Ordine e che produrrebbero la matematica certezza di alzare barriere e di fare una sterile polemica lasciando le cose come stanno: o peggio, forse addirittura peggiorandole, da qualsiasi punto di vista si valutino.
Da un punto di vista giuridico (riferito all’Ente) potrebbero poi  forse essere sollevati addirittura  rilievi di natura censoria da parte di altre Istituzioni: l’Ordine dei Medici opera infatti in un contesto pubblico dove la Legge prescrive che anche gli islamici (con i requisiti sostanziali e formali adatti) hanno diritto all’iscrizione e a non essere additati da altri iscritti come esponenti di una cultura “inferiore” o pericolosa per il nostro futuro.

A sua volta Silvana De Mari risponde:

Lettera aperta ai miei amici e colleghi dell’Ordine dei Medici di Torino che preferiscono non fare recensioni al mio ultimo libro. La verità vi renderà liberi, la menzogna , schiavi:

Carissimi colleghi,
vi ringrazio moltissimo della vostra perplessità. Capisco perfettamente che siate persone perbene, che hanno a cuore la fratellanza tra gli uomini.
Molto semplicemente anche voi site vittima dell’inganno universale. L’inganno universale è che  multiculturalismo sia un sinonimo di antirazzismo, di armoniosa integrazione di popoli diversi sulla stessa terra.
È l’esatto opposto.
Il multiculturalismo è la più feroce e insensata forma di razzismo che l’Europa abbia prodotto dopo la tragedia nazista, e, se non lo fermiamo, avrà conseguenze altrettanto atroci.
Nell’ora dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario (George Orwell).
Mi fa enormemente piacere che medici di origine islamica siano inscritti all’ordine dei medici di Torino. Uno di loro ha salvato la vita del mio amato marito, oltre che di innumerevoli altri pazienti, con la sua perizia nell’angioplastica coronarica. Sono estremamente felice quando vado a parlare dei miei libri nella scuole e dopo, quando i ragazzini vengono a farsi firmare le copie, nelle dediche, scrivo nomi come Abdhul e Fatima. Proprio perché L’Europa sta accogliendo persone di civiltà diverse, proprio perché stiamo formando una nazione multietnica, una nazione arcobaleno, somma di civiltà diverse, la cultura cui tutti obbligatoriamente si adeguano deve essere rigidamente una sola. Il multiculturalismo è il contrario dell’integrazione. Nel’integrazione le persone immigrate si adeguano e si integrano alla cultura che li accoglie, che verrà modificata nella sue parti più esterne, diventando più variopinta, ma non deve essere toccata nella sua struttura. Nel multiculturalismo culture diverse stanno una di fianco all’altra senza possibile integrazione, ognuna rinchiusa nel suo rancore e nel suo vittimismo, senza integrazione. Dove non c’è integrazione il fenomeno non è migratorio, ma si tratta di un’invasione. Il popolo di accoglienza sta perdendo la sua cultura.
La cultura dell’Europa è la cultura:
1-      la cultura che afferma la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, senza nessuna possibile accezione e deroga.
2-      la cultura che afferma la parità giuridica tra uomo e donna, dove quindi sia impensabile che il diritto di famiglia delle famiglie musulmane sia giudicato in maniera differente da quelle non  musulmane, come sta attualmente avvenendo nella multiculturale Gran  Bretagna dove il diritto di famiglia delle famiglie islamiche è giudicato da tribunali di famiglia islamici, secondo la sharia e non secondo la legge inglese. Dobbiamo creare un’Europa dove sia impensabile che ginecologi maschi non possano seguire partorienti, cose sta normalmente succedendo nelle multiculturali Francia, Svezia e Gran Bretagna e nel multiculturale Belgio. Dobbiamo creare un’Europa dove sia impensabile che siano equiparate alle scuole pubbliche scuole private dove si insegna l’inferiorità biologica ed etica della donna rispetto al’uomo, come normalmente avviene nelle multiculturali Gran Bretagna, Belgio e Norvegia. Dobbiamo creare un’Europa dove sia impensabile che donne non islamiche siano costrette a indossare il velo islamico quando entrano nei quartieri islamici, come le poliziotte inglesi, alle quali già da due anni è stato assegnato il velo islamico d’ordinanza. Dobbiamo creare un’Europa dove non sia pensabile che donne non islamiche, come le addette alla sorveglianza e al salvataggio di piscine pubbliche, statali o comunali, le bagnine, siano costrette a indossare indumenti che le coprano interamente, inclusa la testa, il cosiddetto burkini, nelle ore in cui la piscina è di utenza islamica.
3-      la cultura che afferma la parità di dignità indipendentemente dalla religione, e che sia quindi impensabile che alcuni siano ritenuti inferiori da altri, infedeli, e quindi privi del rispetto, e che l’autorizzazione alla mancanza di rispetto venga insegnata in scuole parificate, come avviene attualmente nella scuole islamiche in Gran Bretagna, Belgio e Norvegia, dove vengono usati libri di testo che sanciscono l’inferiorità e la malvagità del popolo ebraico e di tutti i suoi appartenenti. Queste scuole sono in tutto e per tutto parificate alle scuole statali.
4-      la cultura che afferma l’integrità della persona umana, e che vieti qualsiasi  mutilazione. Dove quindi sia espressamente vietato che in scuole private islamiche parificate venga insegnato il taglio della mano e del piede ai ladri, con libri di testo editi in Arabia Saudita come sta attualmente accadendo in Gran Bretagna e Belgio.
5-      Una cultura che garantisce la sicurezza e la pari dignità alle persone che vivono la loro sessualità con persone dello stesso sesso. Deve essere impensabile su suolo europeo che a un omosessuale iracheno, che nel suo paese di origine è condannato a morte, sia espulso dalla Norvegia perché “deve adattarsi alle regole sociali del suo paese”. Non può essere tollerato su suolo europeo che vengano parificate scuole dove si insegna l’inferiorità degli omosessuali e se ne raccomanda l’impiccagione.
La cultura dell’Europa, quella cui tutti devono integrarsi, è la cultura che garantisce la sicurezza e la pari dignità alle persone che vivono la loro sessualità con persone dello stesso sesso. Deve essere impensabile su suolo europeo che a un omosessuale iracheno, che nel suo paese di origine è condannato a morte, sia espulso dalla Norvegia perché “deve adattarsi alle regole sociali del suo paese”. Non può essere tollerato su suolo europeo che vengano parificate scuole dove si insegna l’inferiorità degli omosessuali e se ne raccomanda l’impiccagione.

La cultura dell’Europa, quella cui tutti devono integrarsi, è la cultura che garantisca il diritto della adultere a non essere lapidate. Sapete anche io ho ritenuto per anni, era questa la vulgata corrente, che la convivenza fosse possibile, anzi auspicabile, che multiculturalismo fosse una bella parola. Ricordo qualche anno fa, alla televisione della Svizzera Francese un signore distinto che parlava un francese impeccabile, Hari Ramadan, fratello del più noto Taric, spiegare che la lapidazione dell’adultera è una necessità, una necessità dolorosa, certo, una pratica penosa, certo, ma indispensabile. I commentatori svizzeri annuivano gravemente. Mi sono resa conto che il distinto signore con il suo impeccabile francese parlava anche di me. Ecco, carissimi colleghi è tutto qui. Prima di sposarmi io e il amato marito, quello salvato dall’angioplastica, abbiamo fatto un bel po’ di birichinate. Quindi anche io rientro nel numero delle adultere. Il distinto signore spiegava come sia giusta la mia morte e i due idioti annuivano. Bene signori, la mia spassionata opinione è che chiunque trovi corretta la mia esecuzione è un maledetto e ridicolo cialtrone e come tale vada trattato. Voi siete disposti a tollerare la mia lapidazione? No? E allora anche voi siete contrari al multiculturalismo.
Alziamoci in piedi e gridiamolo. Gridiamolo insieme agli intellettuali islamici, quelli veri Salman Rushdie, Hirsi Ali, Chahdortt Djavann, Souad Sbai: sono tutte persone che girano con la scorta e rischiano la vita e ci informano come il delirio multiculturalista stia condannando a morte i dissidenti dell’islam e la loro speranza di vivere liberi.

La cultura dell’Europa, quella cui tutti devono integrarsi, è la cultura che garantisce il diritto di una donna di scegliere il proprio sposo e dato che la scelta è una capacità adulta, la sposa deve essere una donna e non una bambina. La cultura dell’Europa, quella cui tutti devono integrarsi, è la cultura che vieta lo stupro. Stupro è anche l’introduzione del pene di un uomo nella vagina di una donna o, peggio, di una ragazzina o di una bambina con il consenso dei genitori di lei, dell’iman, della cognata, dei cugini, dei fratelli, of course, ma non della proprietaria della vagina. Quando la proprietaria della vagina non è contenta, non consenziente, si chiama stupro. La cultura europea cui TUTTI coloro che hanno l’onore di mettere i piedi su questo continente devono uniformarsi, altrimenti sono invasori e non immigrati, afferma  che si sposino donne, e non bambine, e che siano consenzienti. Non deve succedere come normalmente succede su suolo italiano che una quattordicenne nata in Italia, dopo l’esame di terza media sia data in sposa a un cugino pachistano mai visto prima. Non deve succedere, come sta succedendo nella multiculturale Gran Bretagna che centinaia di bambine di 8 anni siano già spose, e vadano a scuola con la divisa scolastica, gonna scozzese, camicia bianca e velo, che copre lo scempio di una deflorazione oscena e ignobile.

La cultura dell’Europa, quella cui tutti devono integrarsi, è la cultura che garantisce il diritto di seguire la propria fede e dichiarare le proprie idee senza essere minacciati di morte, diritto negato a tale signor Ratzinger, by the way il capo della cristianità cattolica, condannato a morte da ben più di una fatwa dopo il discorso di Ratisbona. Quel discorso è stato pagato lacrime e sangue. E l’infinita schiera degli aspiranti servi, il termine corretto è dhimmi, lo ha definito provocatorio. Stupidamente provocatorio. Follemente provocatorio. In quale parte della Dichiarazione dei Diritti dell’’Uomo è scritto che è buona cosa limitare la libertà di parola per non offendere la suscettibilità altrui?  Da quando la suscettibilità è un diritto umano? A proposito del discorso di Ratisbona, amati colleghi, voi ricordate che l’intellettuale francese Robert Redeker per un unico articolo pubblicato su Le Figaro è stato condannato a morte da cittadini islamici, tutti di seconda o terza generazione, e deve vivere come un fantasma, esattamente come di seconda generazione erano i criminali assassini che hanno guidato gli aerei l’11 settembre, l’assassino di Theo Van Gogh, gli assassini di Londra?
L’assassinio di Theo Van Gogh: vogliamo parlarne? L’80 % degli iman delle moschee europee ha approvato esplicitamente quell’assassinio. Il restante 20 % ha affermato che se esistesse una legge che punisce penalmente chi osa mancare di rispetto all’islam, il doloroso episodio sarebbe stato evitato.

Amati colleghi (non è una battuta, vi voglio bene sul serio) siete convinti che la libertà di parola debba essere assoluta, che sia un diritto inalienabile dell’individuo sia di esprimere le sue idee? Le risposte possibili sono due
– SI
– NO
Non ci sono altre risposte.
Avete messo la crocetta sul SI?
Allora siete contro il multiculturalismo.
Quindi, vi prego, sul giornale dell’ordine, pubblicate tutti i mesi in tutti i numeri, l’articolo di Robert Redeker, i fotogrammi del film di Theo Van Gogh, lo trovate qui http://www.youtube.com/watch?v=htlJqVkD3jY
Perché vedete, cari colleghi, la libertà di parola ci è costata duemila anni di lacrime e sangue, e di quel sangue parecchio era della mia famiglia, quindi la libertà di parola è sacra, la libertà di parola è al di sopra di tutto, la libertà di parola non è negoziabile. Anche perché tutte le volte che l’abbiamo limitata, corretta, addomesticata è finita malissimo.
Questo è l’articolo di Robert Redeker. Lo sottoscrivo. Sottoscrivo ogni fotogramma e ogni parola del bellissimo testo di Hirsi Alì che accompagna quei fotogrammi del film di Theo Van Gogh, e questo perché amo l’umanità, amo i medici di origine islamica dell’ordine di Torino e i bambini islamici cui firmo le copie. Chi ama l’umanità ama la libertà. Chi non ama la libertà l’umanità la odia.
Tutto qui.