Marocco, reti di estremisti attirano i giovani contro Assad

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A cura della Redazione Esteri

Sfruttando le reti con un finanziamento significativo, attirati ingenuamente dall’estremismo e mossi dalla povertà, una fetta dei giovani pensano di andare a combattere in Siria contro il regime di Assad. Dopo l’Afghanistan, l’Iraq e la Somalia, è stata la volta della Siria, che ha condotto molti marocchini a combattere contro le forze filogovernative.

Nonostante la situazione “eccezionale” in Siria, i servizi di sicurezza marocchini stanno affrontando la fuoriuscita dal Paese, infatti molti giovani non sono riusciti a raggiungere la Siria ed ad unirsi all’Esercito Libero Siriano. Coloro i quali non sono andati in Siria, infatti, dovranno affrontare un processo in Marocco perché hanno violato le leggi anti-terrorismo vigenti nel Regno.

Questa fuga di persone verso il teatro bellico siriano è il frutto di un collegamento tra gli ambienti estremisti del Marocco con quelli che sono presenti in Iraq ed in Siria, mettendo in evidenza che l’organizzazione è condotta da persone che fanno capo ai Paesi del Golfo. Il Jihad sarebbe mosso, non solo dalla povertà, ma anche dalla volontà di sfruttare le convinzioni e le credenze che sono tra i giovani.

In proposito, Mohamed Darif, ricercatore specializzato negli affari dei gruppi islamici, ha detto che la motivazione che spingerebbe i marocchini al reclutamento per la Siria, dovrebbe essere analizzata sulla questione della pluri-nazionalità del movimento jihadista.

Il jihadismo, infatti, a livello internazionale, accoglie sia arabi che non arabi, propri perché questo è un’ideologia che va oltre i confini etnici e politici. Quando si parla della presenza di jihadisti marocchini in Siria, non si deve guardare la questione come un fatto relativo solo ai marocchini, ma, come una questione che va oltre ogni quadro nazionale.

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