Biden-Ryan, scontro politico su politica estera e fiscale

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A cura della Redazione Esteri

Prima Obama e Romney, poi il turno dei rispettivi vice-presidenti in un duello-dibattito senza esclusione di colpi. Joe Biden, attuale vice-presidente statunitense, e Paul Ryan, candidato alla vicepresidenza, si sono scontrati sugli argomenti più scottanti per la politica americana.

Hanno dibattuto di politica estera, di affari interni, compresa la crisi economica e la questione fiscale, tanto cara al popolo americano. Il testa-a-testa è stato molto duro, fatto di attacchi frontali e di reciproche interruzioni.

Si sono tenuti testa a vicenda, infatti, i sondaggi non hanno ancora stabilito chi è il vincitore di questo dibattito. C’è chi dà la vittoria a Biden e chi l’attribuisce a Ryan; è difficile dirlo, anche perché la partita sembra essere andata alla pari.

“Chi non ha risultati da presentare, e costretto a diffamare e lanciare fango. Obama non ha piani credibili per uscire dalla crisi, solo parole e discorsi”. Con questa frase Paul Ryan ha affondato la lama nella chiusura del dibattito con il suo avversario.

“La morte di Chris Stevens è il simbolo del fallimento della politica estera di Barack Obama”. Ha aggiunto il candidato repubblicano alla vice-presidenza, ponendo l’accento che la morte del diplomatico americano a Bengasi è stata causata da un video caricato su Youtube.

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